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Le Montagne della Sardegna

Il Gennargentu: il Massiccio della Sardegna

Il Gennargentu è il massiccio più vasto della Sardegna, disteso tra l'entroterra della Barbagia ed il mare dell'Ogliastra, fino a lambire Nuoro a nord ed arrivando alla Vallata del Flumendosa a sud.

Il suo nome viene solitamente tradotto come "porta d'argento", una porta antichissima come ci rivelano anche le sue cime tondeggianti, levigate dagli agenti atmosferici.

Le dolci forme del Gennargentu presentano comunque picchi notevoli, i più alti della Sardegna e tra le sue vette ricordiamo Punta La Marmora (1.824 m.s.l.m.), Bruncu Spina (1.829 metri), Su Sciusciu (1.823 metri) e Punta Florisa (1.822 metri).

Quest'antichissimo tetto naturale della Sardegna è formato in prevalenza da rocce calcaree, scisti e graniti risalenti alla Preistoria ed i suoi versanti sono solcati da numerosi corsi d'acqua, i più importanti della regione, come il Flumendosa, il Flumineddo e il Cedrino.

Il Gennargentu incarna l'anima della Sardegna più profonda, quella dei pastori, che lasciano libero il loro bestiame sulle elevate zone del massiccio dedicate al pascolo, e degli artigiani che sfruttano le querce, i castagni e gli altri alberi che crescono sulle pendici.

Il Gennargentu incarna però anche l'anima turistica della regione più antica d'Italia essendo una meta amatissima dalle persone che adorano la montagna per praticarvi lo sci e gli altri sporti invernali nei mesi freddi e fare piacevolissime escursioni quando il tempo si fa clemente, godendosi i paesaggi da favola che li accolgono all'ingresso nel Parco del Golfo di Orosei e del Gennargentu. 

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